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la storia della nostra piccola
frazione di Cesano
a
cura del Dott. Filippo Manoni
Cesano di Senigallia: Vicende e
conoscenza storica del luogo
La storia di una
piccola comunità che si riversa sul litorale adriatico, costituita
da sporadiche abitazioni disposte su due o tre file fra la statale
16 e il lungomare, probabilmente si potrebbe interrompere presto se
ci si limitasse soltanto a quelle che sono state le recenti vicende
pertinenti agli ultimi tre o quattro secoli e che hanno registrato
un netto dominio di ciò che a ben vedere si può chiamare microstoria. Con questo termine si vuole designare un arco di
tempo ed una area geografica in cui non si registra la presenza di
personaggi di grosso calibro o avvenimenti di caratura nazionale
bensì un percorso storico che, nel caso di Cesano, interessa
quotidiane vite di pescatori intrecciate fra di loro e con la
campagna, l’altra realtà geologicamente dominante e che anzi, ne
ricopre molta parte del territorio politico. Ma c’è di più!
Se per un po’ ci si lascia trasportare da
un sentimento di sana curiosità ci si accorge che dietro alla realtà
dei pescatori, dietro alla realtà della campagna si cela - adesso sì
è lecito dirlo una vera e propria storia di insediamenti umani,
visualizzabili entro un percorso che prende le mosse , Udite! Udite,
dall’alba dell’umanità!
A questo punto però occorre specificare
che la storia del territorio di Cesano si lega indissolubilmente a
due elementi determinanti, senza i quali nulla sarebbe accaduto; il
primo elemento è l’omonimo fiume Cesano, che dalla sorgente del
Monte Catria si sviluppa dando origine ad una delle più suggestive
vallate marchigiane, a sua volta ricca di storia e di arte; il
secondo elemento, se si vuole legato al primo, è la presenza
insediativa della località di Montedoro, fondamentale per
individuare il possibile stanziamento delle prime comunità abitative
a Cesano.
Ma procediamo con ordine, o almeno
proviamoci, cercando di volta in volta di non contravvenire alle
regole dettate da una giusta cronologia e dall’importanza assunta
anche da altre discipline che spesso in questo nostro itinerario ci
presteranno un utilissimo soccorso, quali la geologia,
l’archeologia, la paleografia e, last but not least, la
toponomastica. In particolar modo quest’ ultima si rivelerà
particolarmente interessante e ricca di sorprese in quanto
attraverso di essa insediamenti di antichissimo interesse
acquistano, di colpo, grazie all’indagine sull’origine del loro
stesso nome, un significato chiaro e rendono ancora più saporito un
piatto già gustoso di suo.
Bene, dicevamo appunto il fiume Cesano!
Per chi da sempre vive la realtà tranquilla di frazione, rigida e
silente d’inverno, brulicante di vita, di turismo e di rigoglio
attivistico estivo; ma semplicemente per coloro che ne hanno solo ed
esclusivamente sentito parlare, il fiume a riveste un ruolo
bivalente, in quanto da un lato risiede ai margini forse
dell’interesse quotidiano, ma dall’altro non smette di stimolare la
fantasia e la suggestione dell’uomo, e, dato ben più importante,
sembra non esaurire mai la sua riserva di storia e di fascino
paesaggistico. La storia dunque, la ricerca degli insediamenti
abitativi e una attenta ricognizione del territorio mostrano come
l’uomo abbia ben presto scoperto la naturale bellezza e i numerosi
vantaggi agricoli provenienti dalla sua vallata. Da recenti ricerche
effettuate in loco setacciando con piglio e pignoleria
investigativa ogni singolo metro quadrato di terreno è risultato che
in media ogni tre chilometri lineari, considerando geograficamente
l’intera vallata del fiume, è possibile identificare
archeologicamente delle tracce di insediamenti umani appartenenti a
differenti epoche, dalla preistoria, al periodo gallo-celtico, dalla
dominazione romana all’incastellamento medievale passando per la
delicatissima ed importantissima fase delle fondazioni di culto di
stampo monastico benedettino.
Questo dato rende già molto bene l’idea
di come favorevoli dovettero presentarsi le condizioni
geo-morfologiche del territorio complessivo della valle del Cesano e
di come conseguentemente si avvicendarono le varie fasi insediative.
La presenza infatti di un paesaggio geologico diversificato
costituito da pianure, coste, un vasto e dolce territorio collinare
preappenninico e la successiva barriera naturale appenninica
identificabile nel nostro caso dal Monte Catria un’alternanza
quindi di foreste e boschi ed una buona disponibilità d’acqua - ha
offerto nell’alto medioevo il terreno ideale per la diffusione ed il
successo ottenuto dai seguaci di San Benedetto i quali, con numerose
e variegate fondazioni (abbazie, monasteri, romitori, priorati,
pievi e chiese monastiche) gettarono delle solide basi per la
costituzione dei castelli, molti dei quali, proprio lungo la valle
cesanese, sopravvivono ancora oggi. Da una originale fuga mundi
si è così generata una nuova historia mundi, almeno
limitatamente al territorio in questione (ma non solo data la
portata europea ormai ampiamente riconosciuta del fenimeno!). Ma
questo è un argomento che verrà meglio esaminato e scandagliato in
maniera più attenta e precisa al momento giusto: adesso è cosa
opportuna riprendere le nostre fila cronostoriche e così, nel
considerare la prima tappa di questo nostro itinerario
storico-geografico, tratteremo da vicino il luogo in cui più remote
sono giunte le testimonianze archeologiche di insediamenti umani: la
località di Montedoro.
Da saggi di scavo effettuati
nell’intero sito archeologico sono emersi notevoli dati grazie ai
quali è possibile tracciare una nota sufficientemente esatta in
merito: essi hanno infatti mostrato l’organizzazione topografica di
un insediamento preurbano riconducibile al periodo fra il IX e l’VIII
secolo a.C. e successivamente abitato per l’intero corso della
civiltà Picena, costituito da capanne delimitate da scarpate
naturali e fossati, colleganti con il corso d’acqua del fiume Cesano
che permetteva un ottimo collegamento con i villaggi limitrofi ed un
sicuro e vicino approdo al mare. Sono stati inoltre rinvenuti
numerosi frammenti di vasi attici alcuni di ceramica daunia ed altri
di vasellame d’impasto databili fra il VII ed il V secolo, a
conferma di una continuità di insediamento favorita anche dalla
difesa naturale costituita da un terrapieno sormontante lo stesso
abitato.
.... continua.... prossimamente |